Ho accettato subito un aiuto psicologico e questo mi ha aiutata

Dal diario di una paziente, Bologna

Ho 47 anni e, come tante altre donne, un giorno, in un ospedale qualunque, da un medico qualunque, mi sono sentita dire che nel mio corpo un “alieno” stava distruggendo le cosidette “cellule buone”, trasformandole in altre, pericolose per la mia salute e, peggio ancora, per la mia stessa vita. Cancro al seno, scientificamente chiamato carcinoma e, nel mio caso, pure bilaterale. Cosa si prova dopo una simile diagnosi? Nulla, almeno al primo impatto; poi, man mano che ti rendi conto della realtà, capisci che in un secondo tutto è cambiato, la tua vita è cambiata, i tuoi valori sono cambiati e sai che da lì in poi ti aspetta un lungo calvario. Sì, calvario, perché il tuo corpo non ti appartiene più, è a disposizione dei medici: analisi, interventi, giorni di cura, di dolore, di speranze e poi di nuovo disperazione e così via… Che confusione, che pensieri di ogni sorta alimentano la mente! Ho accettato subito un aiuto psicologico e questo mi ha aiutata a reagire con forza, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese e ad affrontare ciò che era necessario affrontare e a riconquistare un pezzetto di fiducia, a sperare che questa brutta esperienza potesse essere solo una fase della vita, che potevo lasciarmi alle spalle. Ora, dopo quasi due anni, ho ricominciato a guardare avanti, a riassaporare il gusto della vita, con una nuova consapevolezza che mi ha lasciato il periodo della malattia. Questi ultimi mesi sono stati molto positivi per me: ho imparato a dedicarmi del tempo, ho fatto tanto sport, ho perso diversi chili e ho riscoperto vecchie passioni fonte di grande conforto per me.