Prevenzione

La prevenzione rappresenta l’arma più efficace per combattere il cancro ed è per questo che la fondazione ANT in questi ultimi anni ha dedicato particolare attenzione ai progetti di sensibilizzazione ed educazione sanitaria nelle scuole e sul territorio ed ai progetti di diagnosi precoce, offrendo oltre 125.000 visite gratuite in tutto il paese.

Le vittime del cancro, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono in continuo aumento: nel 2030 supereranno gli 11 milioni ed il cancro diverrà la  principale causa di tutti i decessi. Si ritiene però che il 20-30% delle neoplasie possa essere prevenute adottando stili di vita corretti  e sottoponendosi con regolarità a visite ed esami di diagnosi precoce.

L’origine della malattia è multifattoriale e dipende dalla combinazione di diversi fattori di rischio, alcuni modificabili.

Si possono infatti modificare gli stili di vita,  ma non si può certamente intervenire sul sesso della persona, su particolari assetti genetici e sull’età.

In quasi tutti i tumori è possibile individuare un’alterazione del DNA che svolge un ruolo di primo piano nell’insorgenza della malattia, ma  diversi fattori ambientali e fattori personali (stili di vita) cooperano con quelli genetici nei fenomeni di iniziazione e diffusione del cancro. L’indice di rischio di ammalare di tumore può essere definito per ogni individuo, ma non necessariamente una persona ad alto rischio svilupperà la malattia e allo stesso tempo non si può escludere che una persona a basso rischio non possa essere colpito da tumore

In oncologia si distinguono tre forme di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.

Primaria

L’obiettivo è quello di impedire lo sviluppo dei tumori evitando di esporsi a fattori riconosciuti di malattia (cancerogeni noti come il fumo, l’asbesto, le amine aromatiche etc) in particolare negli ambienti di lavoro, ma soprattutto modificando quelle abitudini quotidiane che, se dannose, nel tempo possono provocare l’insorgenza di una malattia neoplastica.

A questo proposito alcuni semplici consigli riportati nel decalogo della prevenzione, possono esserci molto utili.

  1. NON FUMARE
  2. MANGIARE MOLTA FRUTTA E VERDURA
  3. LIMITARE L’USO DEI GRASSI , SOPRATTUTTO ANIMALI
  4. LIMITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE
  5. EVITARE L’USO DI SOSTANZA STUPEFACENTI
  6. FARE ATTIVITA’ FISICA
  7. CONTROLLARE IL PESO CORPOREO
  8. NON ESPORSI TROPPO ALLA LUCE SOLARE E LIMITARE L’USO DI LAMPADE ABBRONZANTI
  9. CONDURRE UNA VITA SESSUALE RESPONSABILE
  10. ESEGUIRE REGOLARMENTE I CONTROLLI MEDICI PER UNA CORRETTA DIAGNOSI PRECOCE

Una corretta strategia di prevenzione primaria non si basa solo sull’identificazione dei fattori di rischio, ma anche e soprattutto sull’informazione ed educazione sanitaria delle persone, in particolare dei giovani.

Fra gli strumenti a disposizione della prevenzione primaria annoveriamo anche i vaccini contro specifici agenti infettivi che aumentano il rischio di cancro, quali il virus dell’epatite B (tumore del fegato) o il Papilloma virus umano (HPV, responsabile del cancro della cervice uterina).

Secondaria

La prevenzione secondaria  è la forma di prevenzione più conosciuta e richiesta.

Ha l’obiettivo di individuare il tumore in uno stadio molto precoce tanto da poterlo trattare  in maniera efficace, ottenerne la guarigione con una riduzione pertanto del tasso di mortalità.

La prevenzione secondaria coincide quindi con le misure di diagnosi precoce. In genere riguarda il periodo tra l’insorgenza biologica della malattia e la manifestazione dei primi sintomi.

Nel 1968 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito i criteri universali in base ai quali una malattia che interessa un’ampia fetta della popolazione è idonea a essere oggetto di screening preventivi:

  • la malattia deve essere un reale problema di salute;
  • deve esistere un trattamento idoneo a curare la malattia diagnosticata;
  • deve essere riconosciuto uno stadio latente o devono essere riconoscibili i primi sintomi della malattia;
  • lo screening deve essere universalmente accettato dalla popolazione.

Gli screening oncologici sono rivolti ad una popolazione sana da sottoporre a test diagnostici a basso rischio e con bassi costi socio-economici e psicologici con l’obiettivo di diagnosticare precocemente l’insorgenza di tumori suscettibili di cure efficaci.

In Italia, i programmi nazionali di prevenzione secondaria hanno forniti risultati concreti nella diagnosi precoce delle neoplasie della mammella, dell’intestino e del collo dell’utero.

Sono tre i programmi di screening attivi in Emilia Romagna:

–   diagnosi precoce dei tumori della mammella rivolto a donne dai 45 ai 74 anni

mammografia annuale dai 45 ai 49 anni

mammografia biennale dai 50 ai 74 anni

diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero rivolto a donne dai 25 ai 64 anni

 pap test ogni 3 anni

diagnosi precoce del tumori del colon-retto rivolto a donne e uomini dai 50 ai 69 anni

 ricerca sangue occulto nelle feci ogni 2 anni

COSA FARE PER DIAGNOSTICARE PRECOCEMENTE UN TUMORE?

Segui le linee guida per una corretta prevenzione:

MAMMELLA

   autopalpazione mensile

   esame clinico annuale dopo i 20 anni

   ecografia a partire dai 30 anni

   mammografia ogni anno dai 45 ai 49; ogni due anni dai 50 ai 74

CERVICE UTERINA (collo dell’utero)

   visita ginecologica annuale dopo i 18 anni (prima se sessualmente attive)

   Pap Test ogni 3 anni (tra i 25 ed i 65 anni)

   HPV Test (ricerca del Papilloma Virus) su indicazione medica

   Colposcopia su indicazione medica

COLON-RETTO

   ricerca sangue occulto delle feci ogni due anni (dai 50 anni)

   colonscopia a 50 anni poi ogni 3-5 anni in caso di riscontro di polipi

   colonscopia anche prima dei 50 anni in caso di poliposi familiare o di familiarità per neoplasie colorettali

CUTE

   visita dermatologica annuale con dermatoscopia

 autoesame della cute e dei nevi (regole ABCDE *)

    * indicazioni utili all’osservazione dei nevi:     

  •  A Asimmetria—> irregolarità di forma: una metà del nevo è diversa dall’altra
  •  B Bordi—> bordi irregolari, frastagliati
  •  C Colore—> scuro o non uniforme con sfumature nell’ambito dello stesso nevo 
  •  D Dimensione—> maggiore di 6 mm di diametro
  •  E Evoluzione—> elevazione, estensione, emorragia spontanea e senza traumi

   in caso di lesione sospetta è necessario procedere all’asportazione chirurgica con valutazione istologica

TIROIDE

   ecografia tiroidea per evidenziare eventuali noduli

   ulteriori indagini (strumentali e di laboratorio) su indicazione medica

ENDOMETRIO ( corpo dell’utero)

   visita ginecologica annuale

   ecografia pelvica transaddominale e transvaginale + Eco Color Doppler annuale in donne in peri e post-menopausa e su indicazione medica

   citologia endometriale in caso di perdite ematiche atipiche e su indicazione medica

OVAIO

   visita ginecologica annuale

   ecografia pelvica transaddominale e transvaginale annuale su indicazione medica. Il controllo periodico è particolarmente consigliato alle donne con familiarità positiva per carcinoma ovarico o in caso di mutazioni genetiche come quelle riscontrabili nella sindrome del carcinoma ereditario della mammella /ovaio e nel carcinoma colo-rettale non polipoide del retto

CAVO ORALE

   visita odontoiatrica annuale

   indagine velscope—> tecnica che utilizza una luce ad alta intensità in grado di  stimolare la naturale fluorescenza dei tessuti. Le alterazioni di questa proprietà tissutale sono indicative di patologia

   in caso di lesione sospetta è necessario procedere con la biopsia e l’esame istologico

PROSTATA

   esplorazione rettale (dai 50 anni)

   ecografia transrettale su indicazione medica

   determinazione PSA su indicazione medica

Terziaria

Con  questo termine si intende la prevenzione delle recidive o delle metastasi di un tumore dopo che la malattia è stata trattata con chirurgia, radioterapia e chemioterapia (o tutte e tre insieme). 

Comprende anche i trattamenti adiuvanti che hanno come obiettivo di eliminare le eventuali cellule residue dopo il trattamento loco regionale della malattia