Questo duro, ma possibile, percorso di vita

Da Firenze, dal diario di una paziente

Vivo a Firenze e come molte donne vivo l’esperienza del tumore. Quando i miei amici mi hanno proposto di contattare Fondazione ANT per l’assistenza domiciliare, ho pensato: “Ma io non sono mica in fin di vita, non sono messa così male”. A mia insaputa i miei amici hanno contattato ANT, forse perché sapevano che il servizio poteva rivolgersi anche a persone non in fase terminale.

Adesso so quanto sia stato fondamentale aver fatto quella telefonata: la presenza degli operatori ANT è stata una presenza fisica ed emotiva, grazie al sostegno medico e psicologico; a volte un vero e proprio impulso ad andare avanti. Bastano poche parole per indurti ad accettare più serenamente tutto ciò che al tuo corpo e alla tua mente viene richiesto, e queste parole non mi sono mai mancate e mi accompagnano in questo duro, ma possibile, percorso di vita. Avere una guida mi sostiene nel momento delle decisioni importanti, non mi resta quindi che dirvi un profondo grazie per tutto ciò che per me, e per altri come me, fate ogni singolo giorno.