Si sentiva confusa, disorientata, non accettava la perdita della propria autonomia

Da Napoli

Penso a una donna, vedova, che viveva da sola, con uno spirito libero, in bicicletta in giro per la città, in viaggio per l’Italia, sempre pronta a farsi carico dei figli, dei nipoti, accudendoli e cucinando per loro. A causa dell’avanzare della malattia, le metastasi vertebrali improvvisamente l’hanno paralizzata e lei ha perso completamente la sua autonomia. Poco dopo è entrata in assistenza ANT. Quando l’abbiamo conosciuta si sentiva confusa, disorientata, non accettava la perdita della propria autonomia. I familiari erano in difficoltà rispetto ai trattamenti medici e infermieristici, agli accorgimenti da utilizzare per migliorarle la qualità di vita, ed erano in difficoltà su come aiutarla emotivamente. Oggi, un anno e mezzo dopo, è nuovamente una donna capace di sorridere, di essere e sentirsi ancor utile per gli altri, aiutando a cucinare, cucendo e dando sempre dei buoni consigli a tutti.

Questo un po’ grazie al nostro aiuto, ma soprattutto grazie al suo potente ottimismo, alla sua grande forza di volontà e d una grande famiglia che la sostiene.