COMUNICATO STAMPA

Bologna, 5 ottobre 2016

 

The Look of Life
La realtà virtuale a domicilio contro i sintomi della malattia oncologica

Fondazione ANT, Associazione Menomale e Centro di Ricerca HIT – Università di Padova
insieme per uno studio sugli effetti delle nuove tecnologie sui pazienti malati di tumore

grazie al sostegno di Fondazione Vodafone e Fondazione Cattolica

 

Sabato 8 ottobre a Bologna una serata per sperimentare i video immersivi a 360°

 

Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e ridurre l’impatto negativo che l’isolamento socio-sensoriale può avere su di loro è l’obiettivo di The Look of Life, il progetto di realtà virtuale ideato da Fondazione ANT, la più ampia realtà non profit italiana per l’assistenza specialistica e domiciliare gratuita ai malati di tumore, e dall’associazione culturale Menomale, che si occupa di esplorare le nuove possibilità di linguaggio offerte dalle innovazioni tecnologiche digitali, in collaborazione con il Centro di Ricerca HIT – Human Inspired Tecnology Reasearch Centredell’Università di Padova diretto dal professor Luciano Gamberini.

Sostenuto da Fondazione Vodafone e Fondazione Cattolica con la collaborazione di Samsung che ha messo a disposizione alcuni dispositivi, il progetto ha lo scopo di valutare l’esito clinico e l’utilizzo a domicilio di una tecnologia innovativa con i visori Gear Vr che permettono la fruizione di video immersivi a 360°. Diversi studi ne hanno già dimostrato le potenzialità nell’alleviare e migliorare alcune particolari condizioni cliniche e psicologiche, legate a patologie oncologiche o altre malattie croniche invalidanti: in questo caso la realtà virtuale verrà portata direttamente a domicilio dei pazienti. Un team di psicologi si recherà nelle case dei pazienti in assistenza con Fondazione ANT per valutare l’effetto di questa tecnologia innovativa e di crescente diffusione sottoponendo loro video tridimensionali selezionati fra quelli presenti in rete e alcuni creati ad hoc da DEYE VR, partner multimediale del progetto. Le esperienze proposte, alcune personalizzate in base ai desideri dei pazienti, hanno la potenzialità di regalare un momento rilassante, risvegliare l’attenzione e il piacere della scoperta attraverso emozioni come la meraviglia, la gioia e lo stupore che spesso la malattia rischia di allontanare dalla quotidianità del malato e dei suoi famigliari.

La malattia oncologica, infatti, oltre a minare la salute fisica e l’autonomia del paziente, si accompagna spesso a dolore, sintomi ansiosi e depressivi anche clinicamente significativi, in grado di compromettere gravemente la qualità di vita della persona malata e del suo ambiente familiare, ostacolando l’aderenza al trattamento, l’efficacia delle terapie e peggiorandone la prognosi clinica.

Le fasi avanzate della malattia sono poi caratterizzate da una perdita progressiva dell’autonomia funzionale, costringendo il paziente a una condizione di isolamento forzato e di deprivazione sensoriale e relazionale. La riduzione delle occasioni in cui è possibile sperimentare emozioni positive e interazioni sociali significative corrisponde spesso ad una intensificazione delle preoccupazioni e dei pensieri ossessivi, che a loro volta aumentano lo stress e si collegano ad ulteriori esperienze emozionali negative. Si può creare così un circolo vizioso che, in mancanza di un intervento rapido ed efficace, rischia di peggiorare sempre più la qualità di vita della persona. Utilizzare i sistemi multimediali virtuali è quindi un modo per affiancare i trattamenti farmacologici nell’aiutare questi pazienti a gestire ansie, dolore, momenti di sconforto o di panico, depressione, stress provocando un conseguente miglioramento delle condizioni di vita personali e relazionali.

Allo studio scientifico sugli effetti dell’applicazione della tecnologia ai pazienti, curato da Fondazione ANT insieme al laboratorio HIT, seguirà la creazione di un portale The Look of Life aperto anche a chi soffre di patologie non oncologiche ma ugualmente invalidanti.

Sabato 8 ottobre con The Look of Life – Primo Contatto sarà possibile sperimentare in prima persona le tecnologie al centro del progetto. Nel corso della serata a inviti, dalle 19.30 a Campogrande Concept – Palazzo Pepoli Campogrande (via Castiglione, 7), The Look of Life sarà presentato tra musica, visual e performance con OC!WR, Y-Body e Note#11 e light dinner a cura di Cantina Bentivoglio. La serata sarà anche l’occasione per una call to action: tutti i partecipanti saranno invitati a fare rete attorno al progetto per rendere l’esperienza virtuale il più possibile reale.

Per gestire efficacemente la malattia non ci si può limitare a considerare solo i fenomeni patologici che si stanno verificando nel corpo del paziente ma è indispensabile capire quale rappresentazione cognitiva-emotiva i pazienti abbiano costruito dei sintomi della malattia oncologica, tra cui il dolore stesso: solo così si potrà suscitare in loro la motivazione necessaria a combatterli efficacemente – commenta Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT – Noi di ANT questa consapevolezza l’abbiamo chiamata Eubiosia, la buona vita: ci impegniamo ogni giorno per migliorare la qualità di vita dei nostri assistiti, sia costruendo un solido rapporto medico-paziente basato sull’umanità, sia sperimentando tutte le tecnologie, anche le più innovative e impensate, per portare sollievo a chi è malato.

 

Partendo dalle intuizioni di Marshall Mcluhan, Giacomo Rizzolatti, Oliver Sacks, Enzo Soresi, tra le varie possibilità che la Realtà Virtuale oggi offre quella che mi sembra poter aver gli sviluppi più interessanti è la Virtual Sanity. – commenta Marco Magagnoli dell’associazione MenoMale – Attraverso la realtà virtuale (detta anche macchina per l’Empatia) ora vi è la concreta possibilità di riuscire a creare percorsi empatici dal forte impatto immedesimativo che siano in grado di nutrire quella soggettività che la malattia rischia di sottrarre. Il futuro sta puntando in una direzione molto chiara: rendere più confortevole la vita di un paziente creando un sistema di assistenza in remoto utile per un controllo quantitativo delle funzioni vitali e dei comportamenti. Partendo da qui mi sono detto che ANT questo futuro lo sta già “abitando” dal 1978 e ho capito che sarebbe stata pronta ad accogliere tutte le possibilità che la rivoluzione digitale ha portato, avendo già fatto un passo in più, ossia intuire la centrale importanza del sostegno qualitativo della vita di un paziente, che è poi il concetto di Eubiosia.

 

Da tempo gli scienziati studiano il senso di “presenza”, ossia la sensazione che le persone provano quando si trovano immerse in mondi virtuali creati dai computer. L’illusione generata da queste tecnologie può essere in grado di spostare larga parte della nostra esperienza e della nostra attività psichica dal mondo fisico a quello virtuale, generando la sensazione vivida di essere appunto “presenti” e attivi nell’ambiente digitale. Grazie a queste proprietà le realtà virtuali vengono oggi sfruttate nella ricerca psicologica, per esplorare innovative pratiche cliniche e riabilitative nell’ambito delle fobie, dello stress post traumatico, della depressione e nel trattamento del dolore – aggiunge il professor Luciano Gamberini del Centro di Ricerca HIT – La ricerca permetterà di verificare la validità del metodo, quali possono essere le condizioni migliori di somministrazione, quali contenuti sono più efficienti, e quanto queste tecnologie a basso costo siano affidabili. I contenuti basati su video 3D-360° saranno “open” e resi disponibili sulla piattaforma on-line The Look of Life e sul sito del Centro di ricerca HIT dell’Università di Padova. Se la sperimentazione mostrerà l’efficacia ipotizzata sarà quindi relativamente semplice estendere su larga scala questo metodo e portare sollievo a migliaia di pazienti.

 

Sosteniamo questo innovativo progetto perché interviene nella fase più delicata e fragile della nostra vita, quella della malattia. Una fase che fatichiamo ad accettare e che vorremmo escludere dalla dimensione della vita, restringendone così i confini. E invece la malattia è parte dell’esistenza – commenta Adriano Tomba, Segretario Generale Fondazione Cattolica Assicurazioni
- Con il concetto di Eubiosia la Fondazione ANT ci insegna ad allargare i confini della vita per accogliere e dare dignità a tutti i suoi aspetti. Non si tratta qui solo di elementi tecnici e di cure, ma di una vicinanza che accompagna e solleva, fatta da persone accanto a persone. È allora che la tecnologia trova finalmente la sua corretta collocazione: quella di strumento e non di fine.

L’impegno della Fondazione Vodafone Italia, con il bando “Digital for Social”, si declina nella promozione del digitale e più in generale della tecnologia come strumento di innovazione sociale. Rientra proprio in questa dimensione l’iniziativa della Fondazione ANT che è stata premiata tra più di 450 progetti ricevuti – aggiunge Maria Cristina Ferradini Consigliere Delegato di Fondazione Vodafone Italia – Come Fondazione Vodafone Italia abbiamo deciso di sostenere questo progetto perché coniuga insieme le ultime tecnologie digitali nel campo della realtà virtuale, alte competenze scientifiche e la collaborazione di importanti istituzioni e perché si propone di lavorare nell’ambito delle cure palliative che aiutano quella dimensione della malattia dove le cure tradizionali non riescono ad incidere. Il progetto di ricerca crediamo possa proporre dei risultati importanti per valutare gli impatti sia sociali sia economici derivanti dalle implicazioni della tecnologia nella vita quotidiana e sostenere i malati e le loro famiglie.