Partito il PCTO “SoStare nel dolore” della Delegazione di Potenza di Fondazione ANT con alcune classi del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza. I ragazzi intraprenderanno un “viaggio” dalla letteratura alla pittura, dalla musica allo sport, dall’arte figurativa al clown, per condividere esperienze di trasformazione del dolore in risorsa per se stessi.

Introduzione

Ogni individuo impara il significato della parola dolore sperimentandolo in forma diretta sin dalla prima infanzia e si può affermare che il dolore rappresenti, più di ogni altra, un’esperienza condivisa tra tutti gli esseri viventi. Varia, invece, a seconda delle caratteristiche individuali e culturali, il modo in cui il dolore si vive, esprime, manifesta, soppporta e interpreta.

Durante il corso dei secoli sono stati innumerevoli i poeti, pittori, scrittori, musicisti e artisti di ogni genere che, presentandosi all’appuntamento con il proprio dolore, sono stati capaci di trasformare quest’incontro in una forma d’arte da condividere e dare in dono a chiunque fosse capace di coglierne la bellezza.

Al giorno d’oggi si sta procedendo verso una deriva che tende, sempre di più, a valorizzare la cultura dell’apparire e pone ogni tipo di dolore ai due antipodi: o come qualcosa da evitare e soprattutto da negare o come qualcosa da esaltare eccessivamente. La persona che soffre rischia sempre più di diventare una piaga da eliminare e non una possibilità per starsi accanto e condividere esperienze genuinamente umane. Ed ecco che la negazione del dolore, paradossalmente, finisce per trasformarsi nel malessere esistenziale che porta le persone, sempre più precocemente, a chiudersi, isolarsi e rifugiarsi in una realtà che non esiste e che nega la relazione.

Con l’esperienza della pandemia e del conseguente lockdown, ognuno ha avuto modo di sperimentare una personale forma di dolore legato alle differenti situazioni vissute durante tale periodo, che hanno messo in luce molte fragilità, personali e sociali, in contrasto col senso di onnipotenza di cui è impregnato il tempo contemporaneo. La distanza sociale ha reso più tangibile il bisogno di vicinanza emotiva e la chiusura nelle case si è concretizzata nella necessità di un’apertura all’Altro.

Obiettivi

  • Stimolare i ragazzi a riflettere sulla tematica del dolore e della fragilità all’interno di un contesto protetto e con adeguate figure di riferimento;
  • Stimolare una ricerca attiva per la trasformazione del dolore, attraverso le varie forme d’espressione esplorate durante il percorso;
  • Sviluppare life skills: entrare in contatto con la tematica del dolore e della fragilità può rendere il ragazzo più consapevole delle sue risorse personali per affrontare e gestire situazioni stressanti o dolorose;
  • Sensibilizzare gli studenti alla solidarietà attiva attraverso l’esempio di Fondazione ANT sul territorio.

Metodologia

Il progetto avrà una durata di 35 ore suddivise in 10 incontri di 2 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, che saranno, lì dove necessario, a distanza e in teleconferenza, 5 ore di ricerca personale e 10 ore rese disponibili agli studenti per la produzione degli elaborati finali, che saranno spalmate lungo la durata del percorso.

Durante gli incontri la tematica del dolore verrà contestualizzata ed esplorata in vari aspetti:

Il progetto verrà condotto dagli psicologi Ant con la collaborazione ed il coinvolgimento di figure specifiche di riferimento nei vari settori. Ci si avvarrà, inoltre, di tutti i possibili supporti tecnici, artistici, culturali e multimediali, a seguito dei quali ci sarà una riflessione condivisa su quanto esplorato.

Alla fine del percorso verrà proposto ai ragazzi di creare degli elaborati: uno individuale e uno di classe, nella forma più affine ai propri interessi.