Cominciamo dalla fine
Si è chiusa la seconda edizione del progetto di ricerca-azione sul tema della death

education promosso da Fondazione ANT nelle scuole secondarie di secondo grado

I migliori lavori degli studenti hanno ricevuto un riconoscimento

Si è chiusa con l’anno scolastico 2018/19 la seconda edizione del progetto “Cominciamo dalla fine. A death education for a waking life” sviluppato da Fondazione ANT grazie alla preziosa collaborazione della professoressa Ines Testoni, direttore del Master in Death Education dell’Università di Padova.

Gli psicologi della Fondazione hanno coinvolto 30 classi terze e quarte delle scuole secondarie di secondo grado delle città di Bologna, Crevalcore, Manduria, Manfredonia, Napoli, Nardò, Roma, Pesaro, Pistoia,  Quarrata, Pozzuoli, Rutigliano, Taranto e Terlizi, coinvolgendo più di 600 studenti tra gruppo di controllo (15 classi) e gruppo sperimentale (15 classi) in un percorso di formazione sul tema della perdita e della morte, offrendo loro uno spazio di discussione e confronto. Coinvolgere i giovani nella discussione di questi temi, liberandoli dalla “censura” che la società moderna ha progressivamente operato, permette infatti agli adolescenti di potenziare le loro capacità di gestione delle difficoltà che la vita purtroppo a volte impone: La mancanza di esperienza partecipata intorno al senso del morire lascia tutti, bambini e adulti, a dover fronteggiare le perdite facendo ricorso soltanto alle risorse individuali – commenta la docente Ines Testoni dell’Università di Padova – Il silenzio in questo ambito non è una risposta buona, anche se il rischio di risposte inappropriate è altrettanto pericoloso. Un’educazione nel contesto scolastico, se adeguatamente strutturata, può ovviare ad alcune difficoltà emozionali e permettere a bambini e adolescenti di attingere ad risorse importanti.  

A seguito degli incontri in aula con gli psicologi ANT, le classi sono state invitate a presentare il loro punto di vista attraverso la produzione di elaborati: un tema e/o un prodotto audiovisivo.

Una commissione di esperti composta da Ines Testoni (Direttore Master in Death Studies – Università degli studi di Padova), Claudia Baccarani (vice capo redattore Corriere di Bologna) Silvia Varani (Responsabile Nazionale Unità di Formazione Aggiornamento Scientifico ANT), Riccardo Marchesini (Regista – Giostra Film), Stefano Ginestroni (direttore creativo Kes), Enrico Ruggeri (Medico ANT), ha valutato gli elaborati realizzati dai ragazzi – 31 testi narrativi e 6 prodotti audiovisivi – individuando i due migliori.

Per la categoria video si è classificata prima la classe 2^B del liceo Ginnasio Luigi Galvani di Bologna con il video “Esistere oltre la vita” prodotto da gruppo classe.

La motivazione della commissione: Il video dimostra non solo il grande impegno messo dalla classe, ma anche la sensibilità che riesce a trasmettere su un tema così “difficile” per i giovani. Lo fa unendo l’arte della danza a un testo mai banale, recitato e musicato con passione e forza crescente. Esprime gioia di vivere, parlando della morte. Notevole.

L’elaborato testuale selezionato come più significativo è quello di Federica Micillo della classe 3^Q dell’Istituto Magistrale Statale Virgilio di Pozzuoli.Clicca qui per scaricare l’elaborato

Le motivazioni della commissioneDenota brillanti capacità di scrittura, originale l’idea della lettera aperta ad Epicuro: ottimo pretesto per affrontare l’argomento della morte in modo personale ed approfondito. Le nozioni teoriche si uniscono alle idee personali, in un’elaborazione ampia costituita da periodi fluidi e ben comprensibili al lettore e davvero piacevoli.

La forma scelta per l’elaborato, una lettera, permette all’autore di adottare fin da subito un registro intimo, molto personale, che aiuta e conduce chi legge a correre sul filo del ragionamento di chi scrive. In questa lettera a Epicuro, si rifiuta la noncuranza verso la morte, riassunta nel motto materialistico del filosofo greco “quando lei ci sarà, noi non ci saremo” per abbracciare, invece, la visione più consolatoria e spirituale di Seneca che ammetteva “ogni giorno ci viene tolta una parte della vita”.

Il messaggio del testo è che non va biasimato chi teme la morte né chi soffre per la morte di qualcuno.

E, in fondo, nessuno sa che cosa succede dopo: “Ho notato che molti pensano che il dolore non lo provi colui che muore ma le persone al suo fianco.

Apparentemente questo pensiero sembra avvicinarsi al tuo, ma riflettendoci, nessuno può dire qual è il dolore più grande, nessuno può o potrà mai saperlo, neanche tu potevi”.

Per l’autore, la condivisione del dolore può aiutare: ecco che vengono quindi citati i social, strumenti che, se utilizzati in modo costruttivo, possono essere in grado di veicolare esperienze, anche negative, contribuendo a creare un sentire comune.

Proprio i social hanno portato alla conoscenza di tante persone le storie di persone malate, spesso finite con la morte, ma che sicuramente possono aiutare chi vive esperienze simili. 

Una menzione speciale va a Maria Gabriella Rocco sempre della classe 3^Q e a Sara Pastore della classe 2^B del Liceo Classico Aldo Moro di Manfredonia.

Agli elaborati selezionati per ciascuna categoria è stato riconosciuto un contributo di 1000 euro destinato alla scuola.

I riconoscimenti saranno consegnati il 24 settembre durante una cerimonia in Fondazione ANT.

Le iscrizioni per la terza edizione 2019-2020 apriranno a settembre. Informazioni: cominciamodallafine@ant.it.