Il paradosso del Terzo Settore: il credito d’imposta per i DPI vale solo a metà

Pannuti: il Governo non si dimentichi di noi,
in prima linea nell’emergenza e settore produttivo del Paese

Sta emergendo un paradosso che ancora una volta ci lascia con l’amaro in bocca. Il credito d’imposta Ires che consente il recupero del 50% delle spese di sanificazione e DPI, concesso a imprese e professionisti, nel Terzo Settore vale infatti solo a metà: secondo una linea interpretativa, tale recupero sarebbe da prevedere solo per le attività commerciali in cui l’ente stesso è coinvolto e non per le più tipiche e istituzionali, come per esempio quelle nel settore sociosanitario e assistenziale, perché riconducibili a settori e attività decommercializzate.

Questo accade anche a fronte di enti, come Fondazione ANT e molti altri, direttamente coinvolti nel contenimento dell’emergenza e che hanno dovuto dotarsi in maniera spesso imprevista e autonoma (senza cioè riceverli da istituzioni o Protezione Civile) di costosi dispositivi di protezione.

È solo una delle tante dimenticanze di questo Governo che ha escluso buona parte del Terzo Settore non imprenditoriale dal decreto Cura Italia e Decreto Liquidità proprio mentre, per parola del Presidente Conte, ci si riferiva mondo del Volontariato come “cuore pulsante del Paese”.

Rivendichiamo, come enti del Terzo Settore, il nostro ruolo nell’emergenza e nel tessuto economico e produttivo della società, chiedendo con forza che vengano aperti e resi disponibili anche agli enti del Volontariato gli strumenti per la liquidità e i rimborsi previsti dai decreti sin qui emanati.

Raffaella Pannuti, presidente Fondazione ANT