È prevista per domani, 10 gennaio, la convocazione da parte del governo di “rappresentanti del Forum del Terzo Settore e delle associazioni del mondo non profit” per discutere del pasticcio relativo all’Ires. A questo proposito – pur ribadendo grande rispetto per l’ottimo lavoro che il Forum ha svolto e sta svolgendo in questi anni – desidero precisare che il Forum stesso non rappresenta tutte le realtà del mondo non profit, e credo sarebbe opportuno che il governo specificasse quali altre associazioni, non meglio precisate nel comunicato stampa del governo stesso, siano state convocate. In particolare vorrei ricordare che la legge n.106 del 2016 sulla riforma del Terzo Settore – con il decreto dell’agosto 2017 – ha dato vita al Consiglio Nazionale del Terzo Settore, i cui trentatre membri sono stati nominati a febbraio del 2018 dal Sottosegretario Bobba. Il Consiglio Nazionale del Terzo Settore è stato convocato l’ultima volta nel maggio 2018, prima che l’attuale governo si insidiasse. Dopo l’insediamento del governo, tale organismo non è mai più stato convocato. Alla luce di tutto ciò, chiediamo la convocazione del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, così come previsto dalla legge.

Chiediamo inoltre il dimezzamento dell’Ires per tutte realtà del mondo non profit – e non solo per alcune – come ora prevede una norma del 1973, in particolare l’articolo 6 del DPR 601/73.

Infine, chiediamo chiarezza sul destino degli enti non profit che scegliessero di non iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore, la cui situazione è bene riassumere ancora una volta. Solo dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali previste dalla Riforma, sarebbe infatti stata disapplicata l’agevolazione della riduzione a metà dell’Ires per gli enti che si fossero iscritti nell’istituendo Registro Unico del Terzo Settore. L’agevolazione sarebbe invece rimasta per gli enti che avessero deciso di non iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore. Si tratta quindi di un’abrogazione che penalizza alcuni enti non profit, scardinando in sostanza l’impianto normativo che era stato creato con la Riforma del Terzo Settore, e lasciando alcuni enti senza un regime agevolativo nell’attesa dell’entrata in vigore dei regimi fiscali previsti dalla Riforma. In ogni caso questa abrogazione lascia senza alcun regime agevolativo gli enti che avrebbero scelto di non iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore.

Raffaella Pannuti
Presidente Fondazione ANT Italia ONLUS