La carenza di personale sanitario è una di quelle sfide globali che, aggravata dall’invecchiamento della popolazione e dall’allargamento della platea dei cittadini bisognosi di assistenza, i più recenti rapporti Ocse-ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) definiscono “urgente e inderogabile”. In questo senso, la necessità di nuove strategie formative dei professionisti di settore è cruciale per colmare il divario tra competenze disponibili e fabbisogni assistenziali.
Ed è proprio l’Ocse che, a questo proposito, identifica nel documento ‘Flexible Learning Pathways into Healthcare Occupations’ la “necessità urgente di riformare i modelli formativi, rendendoli più flessibili, integrati e orientati alle nuove competenze”, ponendo l’accento sul ruolo della formazione continua in medicina (ECM), “per la sicurezza dei pazienti e l’aggiornamento competenze”.
Su questo sfondo, vale la pena ricordare l’impegno di Fondazione ANT in tema di formazione legata alle professioni sanitarie, che nel solo 2025 si è tradotto in un ampio ventaglio di eventi e progetti, a partire dai due grandi convegni degli scorsi 12 giugno e 23 ottobre. Dedicati l’uno all’analisi della rete territoriale di cura per la fragilità, con focus sul lavoro delle sue équipe multi-professionali nell’assistenza domiciliare oncologica, e l’altro all’ampio tema della gestione sanitaria della complessità, con focus sulla qualità di vita del paziente con tumore metastatico e sui percorsi decisionali condivisi fra sanitari, pazienti e loro familiari.
Poi, nell’anno passato, da gennaio a dicembre ANT ha curato, nelle sue sedi di Bari, Bat, Bologna, Brescia, Civitanova Marche, Ferrara, Firenze, Foggia, Lecce, Milano, Napoli, Ostia, Perugia, Pesaro, Potenza e Taranto, corsi dedicati a tutti i professionisti della sanità e mirati ad approfondire, attraverso gruppi di miglioramento e discussione di casi clinici, alcuni aspetti dell’attività assistenziale rivolta ai nostri assistiti al domicilio, quindi pazienti oncologici in fase avanzata. (51 ore di formazione per 51 ECM).
Inoltre, sempre nel 2025, il programma formativo da 18 ECM intitolato ‘Il filo rosso della cura’ si è concentrato sulla comunicazione in medicina, intesa come aspetto fondamentale del percorso clinico in cure palliative e come solida base di una buona relazione di cura con il paziente e i suoi familiari. A beneficiarne, in questo caso, sono stati i sanitari ANT delle sedi di Bologna, Bari, Bat, Civitanova Marche, Firenze, Foggia, Lecce, Milano, Napoli, Ostia, Perugia, Pesaro, Potenza e Taranto.
Fra marzo e aprile, invece, altre 9 ore di formazione (9 ECM) hanno visto un gruppo di operatori sanitari ANT appositamente formati per svolgere attività di tutoraggio all’interno dei percorsi di didattica universitaria dei Corsi di Laurea in Infermieristica e in Medicina, nonché nell’ambito dei master universitari e dei percorsi di inserimento dei nuovi operatori all’interno della Fondazione ANT.
Infine, ulteriori 8 ore di formazione si sono articolate in due incontri formativi rivolti a medici e infermieri delle équipe bolognesi con l’obiettivo di fornire competenze specialistiche sull’eziologia, il trattamento e l’assistenza delle lesioni maligne, con particolare attenzione all’integrazione multidisciplinare e all’applicazione dei protocolli regionali.
Un impegno importante, sia in termini progettuali e professionali, e uno sforzo organizzativo ed economico importante, possibile solo ad un’organizzazione strutturata e solida come Ant.