40 anni di storia.

Nel 1978, mentre veniva riformato il sistema sanitario nazionale, che tanti meriti e tante critiche ha raccolto in questi 40 anni, molto più silenziosamente nasceva ANT. All’epoca furono dodici i Volontari a far propria la visione di una sanità a misura d’uomo, dove anche gli Ultimi, i Morenti, potessero avere una dignità e non fossero lasciati soli. Mai avrebbero immaginato dove ANT sarebbe effettivamente arrivata qualche decennio più tardi e che i Volontari sarebbero diventati 2.000.

Gli atti rivoluzionari a volte non si riconoscono mentre accadono. Neppure l’idea dell’assistenza domiciliare all’epoca sembrava tale. Anzi, non sembrava proprio una buona idea: c’erano già i posti in ospedale e i malati dovevano essere seguiti lì, non nelle loro case. In 40 anni la rivoluzione copernicana c’è stata: il luogo di elezione per curare i pazienti cronici è diventato il domicilio, mentre in ospedale si cura la fase acuta della malattia.

La rivoluzione nasce sempre dal basso: non sono state le istituzioni a rendersi conto di questa necessità, ma è stata la gente comune, i Volontari che si sono impegnati in prima persona. Del resto le associazioni di volontariato nascono per sollecitare le Istituzioni su bisogni che ancora non sono stati colti.

ANT ha delle caratteristiche che la rendono un po’ diversa. ANT è EUBIOSIA. “Le qualità che conferiscono dignità alla vita”: un ideale, una bandiera, un vessillo che ANT ha portato avanti con coraggio, determinazione e passione, ma che ha soprattutto saputo trasformare in qualcosa di molto concreto. Perché le parole assumono un significato solo se sono seguite dai fatti.

Oggi sono oltre 126.000 le Famiglie assistite gratuitamente e nelle proprie case da medici, infermieri, psicologi, specialisti e operatori ANT. Gli “angeli”, come spesso li hanno definiti i nostri pazienti. Partendo da Bologna, ANT ha avuto la capacità di portare l’assistenza domiciliare in altre 25 province italiane. Possiamo dire in parole moderne, che la start up è stata capace di replicarsi anche in altre regioni.

Una buona idea, infatti, si può definire tale, solo se è capace di crescere e di maturare.

ANT è soprattutto i suoi Volontari. Persone come voi, che da ogni parte d’Italia, con grande generosità e facendosi garanti dell’idea dell’Eubiosia, scelgono di dedicare tempo ed energie ad aiutare, attraverso la raccolta fondi, i malati di tumore e le loro famiglie.

Sono passati 40 anni e tutta questa strada l’abbiamo percorsa insieme, talvolta inciampando, ma rialzandoci sempre, ogni volta che qualcuno si avvicinava e ci ringraziava. Quel “grazie” è stato il nostro carburante. Un grazie di cuore che oggi vogliamo dire prima di tutto a voi Volontari: perché tutte le volte che qualcuno ci ha aiutati a portare assistenza a un malato, abbiamo sconfitto insieme la solitudine della sofferenza.

Le sfide non sono finite. In Italia il diritto all’assistenza domiciliare non si mette più in discussione come 40 anni fa, ma purtroppo non tutti i cittadini malati cronici possono esercitare questo diritto. La sfida che ANT affronterà nei prossimi anni vuole essere quella di sollecitare le Istituzioni a cercare modelli di assistenza domiciliare che possano garantire la dignità della vita fino all’ultimo respiro. Se un malato vuole rimanere con i propri cari fino all’ultimo giorno, deve poter avere un medico accanto.

La sfida sarà questa: creare, insieme al sistema pubblico, un modello di assistenza domiciliare di alta qualità, sostenibile e universale. Affinché l’Eubiosia sia un diritto di tutti e non solo di pochi.

Il futuro è di chi lo sa costruire. Insieme possiamo fare ancora tanto.

Franco e Raffaella Pannuti

Download (PDF, 5,94MB)