Progetto Mammella

CALENDARIO PROGETTO MAMMELLA PER DONNE DAI 45 ANNI –  GIUGNO 2019

CALENDARIO MAMMELLA ANT FINO A 45 ANNI GIUGNO 2019

Progetto Mammella

TUMORI MAMMARI

La mammella è un organo composto da tessuto ghiandolare ed adiposo, posto tra la cute e la parete del torace.

In realtà non è una ghiandola sola, ma un insieme di strutture ghiandolari, chiamate lobuli cheuniti formano un lobo.

In una mammella vi sono da 15 a 20 lobi.

Il tumore mammario è la neoplasia più frequente della popolazione femminile: 1 donna su 8 sarà colpita da questa malattia nel corso della vita.

Eccezionale sotto i 20 anni, raro tra i 20 ed i 29 anni, diviene più frequente dopo i 30 anni e raggiunge la massima incidenza tra i 45 ed i 60 anni, mostrando un aumento relativo con il progredire dell’età.

Origina più frequentemente:

  • dalle cellule ghiandolari dei lobuli? adenocarcinomi lobulari
  • da cellule che tappezzano le pareti dei dotti? adenocarcinomi duttali

Esistono forme non invasive, in situ e forme invasive ed infiltranti

FATTORI DI RISCHIO:

  • L’età: la probabilità di ammalarsi di cancro aumenta con l’età: più dell’80% dei casi colpisce donne sopra i 50 anni.
  • Anamnesi personale positiva: una donna che ha già presentato un tumore ha maggiori probabilità di svilupparne un altro.
  • Anamnesi familiare positiva: circa il 10% delle donne ha più di un familiare stretto malato, in particolare le donne più giovani. Il rischio di sviluppare un cancro aumenta se la madre, la zia, la sorella sono già state colpite dalla malattia.
  • Fattori genetici: alcuni geni, quali il BRCA1 ed il BRCA2 predispongono a questo tipo di malattia. Questi geni sono responsabili del 50% circa delle forme ereditarie di cancro del seno e dell’ovaio.
  • Ormoni: è dimostrato che un alto livello di estrogeni circolanti facilita la comparsa del cancro mammario. Per questo, il menarca tardivo, le gravidanze e la menopausa hanno un effetto protettivo mentre la terapia ormonale in post-menopausa ne aumenta il rischio.
  • Pregressa radioterapia sul torace.
  • Anomali cellulari: l’iperplasia atipica delle cellule mammarie aumenta il rischio di cancro.
  • Razza: le donne bianche sono più esposte.
  • Obesità: è un fattore predisponente.
  • Stili di vita: una vita sedentaria, una dieta ricca di grassi, l’abitudine al fumo, l’abuso di alcolici  hanno effetti negativi.

SEGNI e SINTOMI:

  • Dolore: in genere le forme iniziali non provocano dolore. Uno studio effettuato su quasi mille donne con dolore al seno ha dimostrato che solo lo 0,4% di esse aveva una lesione maligna, mentre nel 12,3% erano presenti lesioni benigne (come le cisti) e nel resto dei casi non vi era alcuna lesione.
  • Nodulo: è il più comune sintomo di tumore. Se duro, indolore ed irregolare è più probabile che sia maligno.
  • Gonfiore, calore e rossore della cute.
  • Modificazione delle dimensioni o della forma del seno.
  • Buccia d’arancia: cute irregolarmente raggrinzita ed increspata.
  • Prurito o eritema del capezzolo e o dell’areola.
  • Retrazione del capezzolo.
  • Secrezioni dal capezzolo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale).

DIAGNOSI PRECOCE

L’autopalpazione è il primo strumento utile per la sensibilizzazione delle donne alla prevenzione.

Ogni donna dovrebbe imparare a conoscere il proprio corpo, controllando mensilmente le proprie mammelle al fine di percepirne anche i più piccoli cambiamenti.

É un metodo sicuramente utile che rende la donna parte attiva, ma non sostituisce, soprattutto in assenza di segni e sintomi, l’importanza di una valutazione clinica specialistica accompagnata da indagini strumentali (ecografia e/o mammografia) prescritte in base all’età o alle necessità del caso.

COME EFFETTUARE L’AUTOPALPAZIONE:

  1. stabilire un giorno al mese in cui effettuare l’esame (al termine del ciclo mestruale o in un giorno fisso per le donne in menopausa)
  1. mettersi davanti allo specchio, a busto eretto, spalle rilassate e braccia pendenti lungo il corpo, poi proseguire l’osservazione sollevando le braccia in alto ed infine poggiandole sui fianchi.
  1. nelle diverse posizioni osservare simmetria, forma, dimensioni della mammella e l’aspetto della cute. E’ bene esaminarsi di fronte e di profilo.
  1. controllare che non ci siano irregolarità del capezzolo (retrazioni/introflessioni, eczemi, ragadi) tumefazioni e gonfiori visibili (noduli che alterano il profilo della mammella), alterazioni della pelle (arrossamenti, eritemi, retrazioni a buccia d’arancia)
  1. con il braccio dietro la testa, effettuare la palpazione con delicatezza e con la mano a piatto. Compiere movimenti circolari concentrici, esaminando l’intera mammella e prestando particolare attenzione al quadrante supero-esterno ed al cavo ascellare
  1. proseguire con movimenti della mano dall’esterno verso l’interno, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto
  1. stringere il capezzolo con delicatezza tra pollice e indice e valutare la presenza di eventuali secrezioni
  1. ripetere le stesse manovra da sdraiata con la mano sotto la testa e con un cuscino sotto la spalla del lato esaminato


La diagnosi precoce del tumore della mammella ha però lo scopo di intercettare la malattia nella sua fase preclinica, cioè prima della comparsa dei segni e dei sintomi prima elencati ed è per questa ragione che è essenziale sottoporsi periodicamente a controlli clinici specialistici e strumentali, indicati sulla base dell’età e/o delle necessità del caso

PROGETTO MAMMELLA 

Il percorso diagnostico di base promosso dalla Fondazione ANT, in ambito senologico, prevede:

VISITA SENOLOGICA:

esame clinico effettuato da uno specialista senologo, previa acquisizione di tutte le informazioni anamnestiche (personali, familiari) con valutazione degli eventuali fattori di rischio.

La visita consiste in un attento esame clinico mirato alla regione mammaria ed ascellare cui segue l’esecuzione delle indagini strumentali del caso

ECOGRAFIA:

esame morfologico con ultrasuoni della ghiandola mammaria che permette l’identificazione e la caratterizzazione dei noduli mammari.

E’ l’indagine di elezione nelle donne giovani o con seno denso, di qualunque età, a prevalente componente ghiandolare.

Può essere guida per manovre interventistiche (aspirazione di cisti, agoaspirato per prelievo citologico)

MAMMOGRAFIA:

esame morfologico radiologico utilizzato generalmente, in assenza di indicazioni differenti, a partire dai 45 anni. Offre informazioni sulla ghiandola e sul cavo ascellare consentendo

l’identificazione di lesioni sospette anche non palpabili. Presenta la massima sensibilità nelle donne con adiposità mammaria prevalente.

Il PROGETTO MAMMELLA

Si pone come obiettivo quello di diagnosticare precocemente lesioni sospette intervenendo così nel modo più adeguato e tempestivo possibile.

I controlli che sono offerti gratuitamente, su prenotazione, grazie ai fondi/risorse/donazioni che la Fondazione riesce a destinare a questo settore, si effettuano presso gli ambulatori:

  • dell’Istituto ANT a Bologna
  • di strutture private sul territorio nazionale con le quali si è stipulato apposita convenzione

Documenti di approfondimento del Progetto Mammella

Bilancio Progetto Mammella MX Dicembre 2018

Bilancio Progetto Mammella Ecografia Dicembre 2018