Ci sono professioni che vanno oltre il lavoro.
Professioni che entrano nelle case, nelle fragilità, nelle paure delle persone, trasformando la competenza medica in presenza, ascolto e umanità.
Per rafforzare la propria attività sul territorio salentino, Fondazione ANT è alla ricerca di medici da inserire nell’équipe di cure palliative domiciliari della sede di Lecce.
Da oltre quarant’anni ANT porta assistenza medico-specialistica gratuita ai malati di tumore direttamente nelle loro abitazioni, permettendo ai pazienti di affrontare la malattia circondati dall’affetto dei propri cari, nel calore della propria casa e nel pieno rispetto della dignità della persona.
Entrare a far parte di ANT significa scegliere una medicina fatta non solo di diagnosi e terapie, ma anche di relazione, vicinanza e attenzione ai bisogni umani del paziente e della famiglia.
La ricerca è rivolta a laureati in Medicina e Chirurgia regolarmente iscritti all’Albo professionale, disponibili a collaborare in libera professione.
Saranno particolarmente apprezzate esperienze e percorsi formativi nell’ambito delle cure palliative, della terapia del dolore e dell’assistenza domiciliare, così come specializzazioni in discipline quali anestesia e rianimazione, geriatria, oncologia, medicina interna, neurologia, ematologia e altre aree affini.
Fondazione ANT valuterà con attenzione anche candidature di medici che, pur non possedendo tutti i requisiti preferenziali, dimostrino una forte motivazione e sensibilità verso il mondo delle cure palliative.
Ogni giorno, nelle case dei pazienti, i professionisti ANT costruiscono relazioni profonde, accompagnando le persone in momenti delicati della vita con competenza, rispetto e umanità. È un percorso professionale intenso, ma anche profondamente significativo.
Per operare sul territorio è necessario essere automuniti e in possesso di patente B.
Chi desidera candidarsi può inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo formazione@ant.it oppure contattare la Dott.ssa Silvia Varani ai numeri 051 7190147 / 132.
Perché curare significa anche esserci. E a volte, la differenza più grande nasce proprio da una presenza capace di portare sollievo, ascolto e dignità dentro una casa.