
Da oltre quarant’anni attiva in diversi territori italiani, Fondazione ANT “Franco Pannuti” ETS sta dando continuità ai propri servizi di assistenza domiciliare ai malati di tumore e di prevenzione oncologica grazie al progetto “Il viaggio di ANT tra assistenza e prevenzione” che gode del finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Avviso N.2 /2024 – progetto finanziato ai sensi dell’ art.72 del Dlgs 3 luglio 2017, n.117 e S.M.I – ANNO 2024.
Il progetto, che ha come titolo “Il viaggio di ANT tra assistenza e prevenzione” ed è partito il 10 giugno 2025, è realizzato in collaborazione con il partner AAANT (Associazione Amici dell’ANT) con il quale si è data vita a una ATS per perseguire assieme diversi obiettivi, tra cui: assicurare la salute e il benessere diffusi e ridurre le diseguaglianze nell’accesso ai servizi di assistenza domiciliare e prevenzione oncologica sull’intero territorio nazionale, contrastando le condizioni di fragilità, marginalità ed esclusione sociale e di promuovere la cultura della salute.
Le attività previste correranno sul doppio binario della cura di pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi di tumore attraverso i servizi di assistenza oncologica domiciliare gratuita (prevista la presa di carico di oltre 2080 persone) e dell’offerta di visite di diagnosi precoce per la prevenzione dei tumori ginecologici, della cute, della mammella, della tiroide e del testicolo per un totale di 32 giornate disponibili per un totale di circa 600 controlli.
DISPONIBILI SERVIZI DI ASSISTENZA
Nello specifico il progetto di ANT intende dare continuità ai servizi di assistenza in 9 Regioni italiane in particolare: Milano, Perugia, Firenze, Pistoia, Prato, Ostia, Palmanova/Cervignano (Udine), Bologna, Verona, Lecce, Civitanova Marche.
A Milano si prevede di seguire circa 45 malati a con 1 medico, 1 infermiere e 1 psicologo, a Perugia, circa 130 malati con l’attività di 1 medico e 1 infermiere; Sui territori di Firenze, Pistoia, Prato invece l’obiettivo è di assistere complessivamente circa 550 malati grazie al lavoro di 3 medici, 3 infermieri e 2 psicologi mentre a Ostia (Municipio X di Roma Capitale) si punta ad entrare nelle case di 121 pazienti con 1 medico, 3 infermieri e 1 psicologo. Nel Veronese, altri 44 con 1 medico e 1 psicologo. Fra Palmanova/Cervignano (Udine), il progetto prevede il sostegno dell’attività di 1 psicologa che potrà offrire sostegno a 20 pazienti. A Bologna, invece, si punta a integrare le attività già esistenti con l’erogazione attraverso la startup UGO di un servizio di accompagnamento da casa all’ospedale per visite e controlli, del quale beneficeranno circa 100 persone e tramite l’attività socio – sanitaria di 4 medici, 2 psicologi, 7 infermieri, si assisteranno complessivamente circa 900 pazienti. Infine, a Lecce si prevede di assistere circa 127 pazienti con 1 medico e 1 infermiere e a Civitanova Marche 144 pazienti con 1 medico e 1 infermiere.
Sono previsti inoltre acquisti di materiale di consumo per l’assistenza e la prevenzione utilizzato da tutti gli operatori sanitari di Fondazione ANT durante il servizio di assistenza domiciliare. In caso di necessità, l’assistenza domiciliare ai pazienti oncologici può essere attivata gratuitamente in diversi territori italiani. Tutte le informazioni a questo link https://ant.it/cosa-facciamo/assistenza/
PREVENZIONE: VISITE GRATUITE DI DIAGNOSI PRECOCE A DISPOSIZIONE DELLA CITTADINANZA
Altre aree saranno invece interessate dal potenziamento dei progetti di prevenzione oncologica: Liguria, Basilicata, Sardegna, Trentino, Molise, Abruzzo, Sicilia, Campania.
In queste regioni, grazie al finanziamento del Ministero e alla collaborazione del partner AAANT (Associazione Amici dell’ANT) con cui si è costituita una ATS a seguito del finanziamento ottenuto, saranno erogate 32 giornate di prevenzione dei tumori della cute, mammella, tiroide, testicolo, ginecologici grazie all’attività di medici specialisti. Si potranno visitare complessivamente circa 600 cittadini in 8 regioni. Il partner AANT opera su scala nazionale e supporterà tramite i propri volontari l’attività di segreteria e accoglienza per le giornate di prevenzione nonché di trasporto tramite automezzi ANT in caso di necessità di alcuni pazienti.
Per la prevenzione dei tumori della cute ANT offre visite dermatologiche con l’ausilio della dermatoscopia per la diagnosi tempestiva di lesioni sospette e/o neoplastiche.
Nel caso della prevenzione del tumore della mammella saranno invece organizzate visite senologiche integrate da ecografia.
Controlli ecografici anche nel caso dei progetti di diagnosi precoce dei tumori della tiroide. La visita integrata da ecografia permette di individuare eventuali noduli sospetti.
Anche nel caso del Progetto Testicolo la visita dei professionisti ANT sarà integrata da ecografia scrotale per la diagnosi precoce di lesioni testicolari sospette.
Con il Progetto Ginecologia si offriranno invece visite ginecologiche integrate da Pap Test ed ecografia transvaginale e/o transaddominale.
Le visite saranno gratuite per chi ne usufruisce e saranno annunciate attraverso i canali di comunicazione di Fondazione ANT. La prenotazione sarà obbligatoria al link https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/ .
COLLABORATORI
Si ringraziano per il sostegno e la collaborazione alcune realtà dislocate sui territori oggetto del progetto: Maina, Unigum, Camst Group, CoproB e CER MEDICAL srl. A loro spetterà il compito, insieme ad ANT, di diffondere presso i propri stakeholder (comunità aziendali o territoriali) i servizi che saranno resi disponibili dalla Fondazione.
DATI DI SCENARIO
Guardando allo scorso anno, nell’ultimo rapporto sul cancro a cura di ARTIUM (associazione italiana registro tumori) e AIOM (associazione italiana oncologica medica) “I numeri del cancro in Italia – 2023”, si evince come siano state stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore in Italia: 208.000 negli uomini (circa 3.000 diagnosi in più rispetto al 2022) e 187.000 nelle donne (circa 1.000 diagnosi in più rispetto al 2022). Un incremento di 18.000 casi negli ultimi tre anni. Il cancro è ancora la seconda causa di morte in Italia dopo le patologie cardiovascolari, con un costante aumento di persone che vivono con una diagnosi di tumore, che oggi in Italia sono più di 3,7 milioni, circa il 6,4% della popolazione. L’incidenza dei tumori è più alta nelle regioni del Nord Italia, ma l’aspettativa di vita per pazienti affetti da tumore è minore tra i residenti nel Sud Italia rispetto a Nord e Centro (dove gli interventi diagnostici e terapeutici risultano più efficaci). In un contesto di incremento dei malati lungo sopravviventi, grazie a nuove possibilità terapeutiche, è sempre più centrale un’assistenza finalizzata, più che alla cura del tumore, alla gestione dei sintomi, mettendo al centro la qualità della vita.
Il forte rallentamento delle attività diagnostiche in campo oncologico, dovuto dalla pandemia di Covid-19, continua ad avere un forte impatto sulle attività di prevenzione secondaria, ovvero quelle visite volte ad una diagnosi il più tempestiva possibile della patologia tumorale con l’obiettivo di individuare il tumore in uno stadio molto precoce tanto da poterlo trattare in maniera efficace, ottenerne la guarigione con una riduzione, pertanto, del tasso di mortalità. L’Osservatorio Nazionale Screening ancora evidenzia il numero consistente di carcinomi mammari non intercettati a causa di ritardi nello screening.
Per la prevenzione oncologica, l’ importanza di network utili al confronto di esperienze, allo sviluppo di azioni migliorative, alla realizzazione di programmi di formazione, al potenziamento delle capacità, alla condivisione e realizzazione di un sistema informativo adeguato al monitoraggio degli screening e della diagnosi precoce è stata chiaramente sottolineata anche dalla Joint Action Europea iPAAC (Innovative Partnership for Action Against Cancer) il cui obiettivo principale è stato definire e implementare approcci innovativi al controllo del cancro. Nell’ottica del miglioramento continuo sarebbe opportuno, con il supporto organizzativo dell’ONS, favorire lo sviluppo di sistemi di audit per i programmi di screening basati sul modello precede-proceed. Occorre implementare le relazioni con altri portatori di interesse come gli Enti del terzo settore (Associazioni di cittadini e pazienti) al fine di recepire i fabbisogni degli utenti e condividere azioni finalizzate a garantirenon solo un’offerta di qualità, ma anche livelli informativi e comunicativi adeguati alle esigenze dei cittadini.